archivio

Cagliari, università e cittadinanza studentesca – il mio intervento #opencagliari


“Connotare l’immagine della città di Cagliari come città universitaria aperta ed internazionale… fulcro di incontri e relazioni, di scambi di idee, conoscenze e innovazione.”

Quando mi stavo laureando in ingegneria edile-architettura qua a Cagliari erano queste le riflessioni e gli obiettivi che venivano inseriti nel Piano Strategico Comunale. A distanza  di 6 anni, come cittadino e amministratore, confrontandomi con tanti studenti universitari non mi sembra che sia cambiato tanto rispetto agli anni in cui ho frequentato l’ateneo come studente, e per questo la mia preoccupazione, e il mio auspicio, è che da incontri come questo partano azioni concrete in quella direzione.

Perchè a tutti piace parlare, agire è più complesso. Siamo qua oggi Comune, ERSU e Università per sancire la volontà comune di agire.

I numeri continuano a dire che Cagliari è una città in cui il peso degli studenti è importante: 31.000 iscritti di cui circa 14.000 fuori sede e 7.000 pendolari. Una recente ricerca ha stimato che mediamente e mensilmente uno studente fuori sede spende al mese circa 600 euro (esattamente 607,50 €) di cui un terzo per l’affitto (217,50 €), parte per le spese per la casa (96,90 €) e per le spese generali (293,30 €) – trasporti, libri, divertimenti, svago, sport, abbigliamento. Cifra che moltiplicata per il numero di studenti fuori sede rappresenta un indotto per Cagliari di oltre 8 milioni di euro ogni mese, per un totale di quasi 100 milioni di euro ogni anno.

Nonostante questo, per molti versi, gli studenti universitari sono ancora invisibili in città. Per questo è importante rispondere alle sollecitazioni del presidente del consiglio degli studenti in particolare riguardo al tema della cittadinanza studentesca perchè obiettivo primario del sistema formativo dovrebbe essere formare cittadini consapevoli e attivi nella società, offrendo perciò agli studenti servizi importanti per integrarsi nella vita cittadina.

Per punti:

  • trasporto pubblico più efficiente, con una riorganizzazione delle linee degli autobus a servizio dei poli universitari e di biblioteche, mense e residenze; un servizio di autobus notturno, abbonamenti che siano di 12 mesi e non 10;
  • potenziamento della rete wi-fi;
  • biblioteche con orari prolungati e notturni;
  • spazi per eventi, iniziative e attività come stimolo all’associazionismo universitario (penso per questo agli spazi del grande “parco urbano stroico culturale-ambientale” che collega tutti i poli universitari del centro città da Castello, alla fossa di San Guglielmo , all’Ospedale Civile, l’orto botanico, l’anfiteatro romano, il polo giuridico, fino a Buoncammino con il polo di ingegneria e lettere) 
  • carta dei servizi (giustamente chiamata “Tessera UniCa” dal consigliere Marongiu) per favorire l’accesso all’offerta integrata di servizi culturali, sportivi, sanitari, di trasporto e svago;
  • alloggi che in troppi casi sono inadeguati rispetto a prezzi e soprattutto a condizioni di vita di tanti studenti.

Infine un aspetto a cui tengo molto: l’internazionalizzazione. La mia generazione di studenti universitari è la prima che ha avuto la possibilità di vivere esperienze di scambi e di studio al di fuori della Sardegna grazie ai programmi europei e regionali (Erasmus in primis fino al Master & back poi) e alle compagnie aeree low cost che hanno reso queste esperienze più sostenibili per sempre più studenti.

Chiudo quindi con questo aspetto, perchè l’università, così come la città, è luogo per eccellenza di scambi, di ricerca e di confronto. Ma l’università, come la città, è spesso governata da sistemi di potere chiusi, in cui vigono logiche di conservazione e scarsamente attente al merito e ai cambiamenti. L’apertura all’esterno – declinata in accoglienza per gli studenti stranieri e impulso ad inviare gli studenti cagliaritani a fare esperienze internazionali – è per me quello stimolo che può positivamente contaminare un sistema che ha continuo bisogno di innovazione e collaborazione..

Per questo auspico che dalle parole del piano strategico la nostra amministrazione dimostri con i fatti la necessità di un cambiamento nel rapporto tra Cagliari e la sua università.

NB: su twitter (hashtag #opencagliari) puoi rileggere la diretta tweet del dibattito a cui è stato inspiegabilmente assente tutto il centrodestra che, dietro una vuota polemica innescata da Giuseppe Farris, PDL, non è intervenuto durante le 3 ore di discussione (a eccezione di Alessio Mereu, Riformatori, consigliere di amministrazione dell’ERSU), con il disappunto del Rettore Giovanni Melis, della Presidente dell’ERSU Daniela Noli e del Presidente del Consiglio degli studenti Tommaso Ercoli (il più citato della serata!). Una brutta pagina di opposizione.

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *