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5 concetti per una Sardegna nuova: concretezza, diversità, cooperazione, cultura e bollenti spiriti


“Nei periodi di cambiamento quelli che stanno imparando ereditano la Terra, mentre quelli che già sanno si trovano perfettamente equipaggiati per affrontare un mondo che non esiste più”

Questa frase del filosofo Eric Hoffer, racconta per me il momento di cambiamento epocale che stiamo vivendo. Siamo qua stasera per confrontarci sulle sfide per la Sardegna nel mondo di oggi che la politica può e deve affrontare con esperienze di apprendimento collettivo. Ognuno di noi vede un pezzo di realtà e solo con un approccio di umiltà e stupore la politica potrà aiutare tutti noi a trovare una strada per affrontare la complessità di questo mondo.

Con il circolo Copernico dopo la batosta del 4 marzo abbiamo ripreso a fare attività in modo più intenso e appassionato all’interno di un partito democratico che deve smetterla di essere una confederazione di bande più o meno armate per ritrovare il senso di una comune strada democratica all’interno di un centrosinistra che deve ri-cementare le sue basi comuni.
Bello essere in tanti con cui negli anni abbiamo intrecciato i nostri percorsi politici e vedere facce nuove con cui costruire relazioni e progetti.
Sarò probabilmente fuori moda ma, per la mia esperienza, quello che manca per costruire un progetto progressista per la Sardegna sono dei partiti politici sani e vitali che si riconoscano in un centrosinistra di governo. Un centrosinistra che deve guardare l’esperienza che stiamo facendo a Cagliari e in tante amministrazioni locali con liste civiche impegnate quotidianamente per il bene comune.

Nelle ultime ore ho pensato alle 5 parole da portare qua oggi, e ho voluto farlo allargando la riflessione sui social che se ben utilizzati possono servire per canalizzare energie e risorse: mi sono arrivate quasi 200 parole e sulla base di queste ho scelto queste 5.

CONCRETEZZA, la politica deve porre al centro la concretezza dei suoi effetti per trasformare in meglio la realtà. Massimo Zedda ha rivinto le elezioni a Cagliari al primo turno perchè ha convinto i cittadini con i fatti. Abbiamo scelto di far parlare il cambiamento della nostra città prima degli annunci e dei proclami. Passeggiare al Poetto liberato dalle auto e la riqualificazione di quartieri e spazi pubblici centrali e periferici ha convinto più di enunciare la somma delle risorse programmate e investite per la città. Sana Amministrazione, Trasparenza e risultati concreti dovranno essere alla base della campagna per le prossime elezioni regionali.

DIVERSITÀ, per noi di sinistra è un valore da preservare e valorizzare. Soprattutto in Sardegna. Terra accogliente. Vorrei un’isola non isolata, in cui poter immaginare un programma di accoglienza internazionale per portare talenti non sardi a vivere, studiare, intraprendere in Sardegna. Ci vuole contaminazione culturale e diversità. Città e paesi devono salvarsi insieme, con le loro differenze e con la loro necessità di una qualità della vita degna di essere vissuta, verso cui orientare tutte le politiche regionali. Dal Welfare al Welcome. Bio-diversità e qualità ambientale saranno centrali in ogni proposta di sviluppo. La pace è la convivialità delle differenze.

COOPERAZIONE, reti tra persone e risorse, collaborazione tra enti e amministrazioni. Tra pubblico e privato. Descrivono i sardi litigiosi e invidiosi, ma come tutte le generalizzazioni anche questa credo sia una menzogna. La cooperazione è un approccio già presente nel nostro DNA e che dobbiamo riscoprire. Nel dopoguerra sono nate in Sardegna alcune esperienze di sharing economy che ancora sopravvivono e costituiscono un modello da imitare. Penso alla Coop Allevatrici Sarde, la più grande cooperativa femminile d’Europa che ha ancora 23 spacci nei paesi in spopolamento dell’oristanese ancora non appetibili economicamente dalla grande distribuzione o all’esperienza di Monte Maccione a Oliena, una impresa collettiva nata dopo un terribile incendio dai ventenni del paese che avendo avuto in consegna un piccolo rifugio ha creato una eccellenza nell’accoglienza turistica.

CULTURA, come beni culturali, istruzione, educazione. Una parola che ritorna in quasi tutti gli interventi e che credo dovrà essere alla base di un progetto di sinistra per la Sardegna che oggi evidentemente, ne sente la mancanza. Le offese agli studenti che hanno organizzato lunedì la manifestazione contro la chiusura dei porti invitati a fare qualcosa di utile anzichè studiare, sono lo specchio di un clima di forte arretramento culturale e di percezione negativa e snob della cultura che ha la destra in Sardegna e nel nostro Paese.

BOLLENTI SPIRITI è l’ultima parola che metto sul piatto. I Bollenti Spiriti sono le energie giovanili che sono presenti in Sardegna ma che non hanno fiducia nella amministrazione pubblica per spendere le loro risorse. Sono gli aspiranti agricoltori e imprenditori che annaspano dietro la burocrazia dei bandi, o i giovani medici su cui la regione Sardegna oggi sembra non voler investire con il taglio delle borse di specializzazione. Sono i tantissimi giovani che ogni mese lasciano l’Isola.
Bollenti Spiriti è il nome di una politica pubblica che in meno di 15 anni ha contribuito a trasformare la mentalità dei giovani pugliesi grazie all’impegno di Guglielmo Minervini, quarantenne assessore democratico scomparso prematuramente quasi due anni fa. Dimostrazione che le politiche pubbliche possono cambiare le sorti e la cultura di una generazione. Con il programma Principi Attivi ha finanziato 780 nuove imprese di cui il 70% ancora funzionano a 5 anni di distanza dall’avvio con un messaggio che non era ‘crea la tua impresa’, ma ‘realizza il tuo progetto per contribuire a cambiare la tua regione‘. Con i Laboratori Urbani ha chiesto a tutti i comuni pugliesi di immaginare un progetto, uno per città, per trasformare un vecchio immobile in disuso di proprietà pubblica in un laboratorio per i giovani. E oggi sono 151 gli immobili recuperati che sono tra gli spazi auto-organizzati più vitali d’Italia.

Se siamo attenti un altro mondo è davvero possibile, e già esiste.


Queste le mie 5 parole. 


Spero che siano un contributo utile per la discussione ma soprattutto per la ricostruzione di un progetto democratico, progressista e generativo per la Sardegna, interpretato da protagonisti nuovi.
E un pensiero va a Mauro Usai impegnato nel difficile ballottaggio al comune di Iglesias. Siamo con te!

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