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Uno stadio secondo le regole – il dibattito per il nuovo Sant’Elia


Una delle cose belle di fare politica è incontrare persone preparate e appassionate che decidono di mettersi a disposizione del bene comune.

Alessio Alìas è una di queste persone, consigliere comunale e presidente della commissione cultura, che ieri con una nota chiara e argomentata risponde ad alcune insinuazioni comparse sull’Unione Sarda rispetto alla realizzazione del nuovo stadio di Cagliari. Nei giorni in cui lo scandalo investe ancora una volta la politica romana qualcuno tenta di gettare ombre sul percorso che come amministrazione abbiamo intrapreso per la realizzazione del nuovo stadio. Alessio risponde puntualmente e spiega la complessità dell’iter necessario per costruire un pezzo di città tanto importante e, soprattutto, chiarisce la volontà della nostra amministrazione di seguire le regole e di sperimentare un sano rapporto tra pubblico e privato per tutelare in primis il bene collettivo dei cittadini.
La fatica di argomentare e spiegare, scendendo al di sotto della superficie é uno dei compiti della politica oggi, che forse così farà meno like sui social network ma contribuirà a creare maggiore consapevolezza nei cittadini della complessità del nostro mondo. Da affrontare con serietà.

Di seguito l’articolo (con diverse inesattezze e allusioni spiacevoli) dell’ex segretario della CGIL Sardegna Giorgio Asunis, e l’articolo di Alessio Alias in cui chiarisce puntualmente l’iter serioe  trasparente che stiamo seguendo come amministrazione. Grazie Alessio.

Il nuovo stadio Sant'Elia e il ruolo delle istituzioni - Interveto di Giorgio Asunis, ex segretario CGIL Sardegna
Il nuovo stadio Sant’Elia e il ruolo delle istituzioni – Interveto di Giorgio Asunis, ex segretario CGIL Sardegna

Uno stadio secondo le regole.

Dopo l’intervento sul nuovo stadio di Cagliari ospitato su questo giornale ritengo utili alcune precisazioni. Anche se sarà un’estate senza l’Italia ai Mondiali e ai tifosi rimarranno solo le chiacchiere al bar, quando si parla di procedure che discendono da leggi non si deve fare confusione.

Nell’intervento si confondono opinioni con procedure, chiacchiere da tifoso (quando si parla del progetto dell’ex presidente Cellino, illustrato sui giornali ma mai presentato ufficialmente in Municipio: quindi non c’è stata alcuna bocciatura) con il lavoro in Consiglio comunale: tutto senza conoscere le norme di riferimento.

Le norme sono cambiate nel 2014: contenute nella legge di stabilità, riprendono in parte il disegno di legge chiamato Legge Stadi e definiscono l’iter per la realizzazione degli impianti. Si prevede che gli interventi “laddove possibile, sono realizzati, prioritariamente, mediante recupero di impianti esistenti”. Secondo quanto previsto dalla legge, la Società Cagliari Calcio ha presentato uno studio di fattibilità completo di piano economico-finanziario. Non è consentita edilizia residenziale, ma si deve favorire la valorizzazione della zona anche sotto il profilo sociale ed economico. A esempio, il privato avrebbe potuto prevedere all’interno dello stadio attività commerciali in stile città mercato, escluse invece a seguito di interlocuzioni con il Comune per non interferire con il mercato di Sant’Elia. Nessuna proprietà pubblica è stata ceduta e, al contrario, resteranno pubbliche sia la struttura che l’area. Basta vedere il progetto dello stadio per capire come è inserito in un contesto di riqualificazione con interventi realizzati, in corso (il nuovo lungomare e il piazzale del Lazzaretto, il Parco degli Anelli) e progettati (il porticciolo per la piccola pesca, il ponte di collegamento verso il padiglione Nervi, il progetto per la metro di superficie, modificato per migliorare i collegamenti del quartiere). Si aggiungeranno gli spazi sportivi previsti intorno al nuovo stadio. All’interno, per garantire la sostenibilità economica prevista dalla norma, spazi culturali, palestre e attività commerciali: la struttura sarà viva e aperta ogni giorno, in grado di ospitare anche eventi musicali. L’autore dimentica poi il voto per la dichiarazione di pubblico interesse del Consiglio comunale e la delibera sull’interesse generale della Regione Sardegna, e la variante al PUC per ulteriori interventi di riqualificazione della zona.

Nella scelta del progetto il Cagliari Calcio ha seguito la massima trasparenza e condivisione: mai era successo, a livello mondiale, che il progettista di uno stadio venisse scelto con un percorso tanto partecipato. La presentazione, pubblica, è stata inoltre trasmessa sui canali di comunicazione della società e seguita in diretta da quasi 25mila spettatori. Da parte della società, uno dei parametri più importanti per la scelta finale è stato l’impatto ambientale e sociale della nuova struttura per il quartiere e la città. A differenza di quanto avviene altrove – dove le società attendono l’assegnazione degli Europei 2028 per eventualmente lavorare ai nuovi stadi anche grazie a finanziamenti pubblici – il privato compie un investimento importante. Nel rispetto della trasparenza e dell’imparzialità, dopo l’approvazione del progetto la legge prescrive l’avvio di una gara pubblica aperta a tutti i soggetti interessati.

Come Amministrazione seguiamo l’iter con la stessa attenzione riservata a tutti i progetti che prevedono lo sviluppo della città a prescindere dal nome del proponente. Ognuno ha poi le proprie opinioni, ma queste non dovrebbero scadere nelle insinuazioni neppure al bar. Figurarsi su un giornale.

Alessio Alias, Presidente Commissione Cultura e Verde Pubblico del Comune di Cagliari

 

Uno stadio secondo le regole - intervento di Alessio Alias
Uno stadio secondo le regole – intervento di Alessio Alias

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