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Sul futuro dell’Ospedale San Giovanni di Dio e degli spazi inutilizzati presenti nella zona


CAGLIARI Ospedale Civile San Giovanni di Dio. Sardegna. Stampa Antica. 1895

I cittadini dei quartieri del centro storico sono preoccupati che l’Ospedale Civile diventi un vuoto nel cuore della città, senza più funzioni e divorato dall’enorme costo di mantenimento e dalla burocrazia che può renderlo uno di quei ruderi in cui tanti enti si rimpallano le competenze. Sono preoccupati in particolare di perdere un presidio sanitario riferimento non solo per Stampace, Marina e Castello, ma per tutta la città.

La proprietà di una delle strutture più belle della città, opera mirabile di Gaetano Cima, non è del Comune di Cagliari, ma tutta la maggioranza in Consiglio Comunale, senza distinzioni partitiche decide di lavorare insieme ad un ordine del giorno che impegni il sindaco Zedda a valutare con la Regione Sardegna l’utilizzo della struttura dell’Ospedale San Giovanni di Dio e di altre strutture nella zona, come l’Ospedale militare, come presidio territoriale sanitario, Casa della Salute e presidio di pronto soccorso, insieme a un Centro di Solidarietà dove possano essere ospitati molteplici servizi sanitari e sociali di rilevanza cittadina e metropolitana (a titolo di esempio spazi di accoglienza e servizi per l’invecchiamento attivo e di contrasto alle vecchie e nuove forme di povertà) e ad attivare un confronto con tutti i soggetti interessati per una pianificazione condivisa riguardante il futuro degli ulteriori spazi inutilizzati presenti nella zona coinvolgendo sempre più i cittadini attivi che si mobilitano per il bene collettivo della città.

Sono onorato di essere primo firmatario di quest’ordine del giorno che depositiamo oggi e che darà occasione al Consiglio Comunale di dibattere di un tema tanto importante e, soprattutto, di prendere posizione per offrire un futuro all’Ospedale Civile e all’Ospedale militare, inseriti in questo bellissimo parco della Valle di Palabanda che sarà uno dei lasciti più belli che faremo alla nostra città, mettendo in collegamento i giardini dell’Ospedale con l’Orto Botanico, l’Anfiteatro Romano e l’Orto dei cappuccini attraverso quello che sarà trasformato nel viale universitario che collega Buoncammino con la villa di Tigellio.

Cagliari - Valle di Palabanda

ORDINE DEL GIORNO sul futuro dell’Ospedale San Giovanni di Dio e degli spazi inutilizzati presenti nella zona

PREMESSO che

l’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari è ubicato nel centro storico di Cagliari e rappresenta uno dei presidi ospedalieri dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari;

la riforma della rete ospedaliera approvata dal Consiglio regionale il 25 ottobre 2017 ha definito la riorganizzazione delle rete ospedaliera della Regione con lo scopo di garantire la migliore assistenza sanitaria possibile alla popolazione, ma per l’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari ha rimandato l’assegnazione della funzione;

complementariamente alla riforma sanitaria, la Regione Sardegna sta definendo la rete territoriale di assistenza per le cure primarie, con la previsione del collegamento e aggregazione tra professionisti di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale, specialisti e infermieri, basata sul coinvolgimento sociale delle comunità e all’interno della quale giocano un ruolo fondamentale, nella direzione dell’integrazione socio-sanitaria, i presidi territoriali della salute, quali “Case della Salute”, altri presidi e ospedali di comunità vicini alle persone con bisogni di salute cronici;


l’obiettivo dichiarato di tali presidi territoriali è quello di mantenere le persone in condizione di benessere, senza sprechi, con efficienza e con percorsi di cura coordinati, non frammentari, e l’assistenza il più vicino possibile ai luoghi di vita e dimora. Tale modello prevede infatti che sia garantita per tutto l’arco della giornata e per tutti i giorni della settimana, con percorsi assistenziali condivisi, il dialogo e la collaborazione tra gli operatori della medicina convenzionata e i colleghi dei servizi distrettuali e ospedalieri;

i presidi territoriali di salute devono pertanto essere previsti come il punto di raccolta dell’offerta territoriale del servizio sanitario regionale, integrata con il servizio sociale e con la rete ospedaliera e in grado di rispondere alla domanda di assistenza di persone e famiglie con esigenze di assistenza differenti,

CONSIDERATO che

i residenti del quartiere hanno espresso forte preoccupazione di fronte allo smantellamento di tutti i servizi sanitari operanti in centro (Clinica Aresu, Clinica Macciotta, Ospedale militare, cliniche private) e che, recentemente, con un documento sottoscritto da oltre 1.500 abitanti, si sono appellati al Sindaco della città di Cagliari per chiedere un suo intervento presso la Regione al fine di promuovere presso gli enti competenti la richiesta di un adeguato presidio sanitario a vantaggio degli abitanti del Centro Storico e delle migliaia di persone fra turisti, operatori commerciali, cittadini, che frequentano il Centro Storico;

nella petizione i cittadini hanno proposto di mantenere attivi presso l’Ospedale i due reparti di dermatologia e oculistica rimasti nel nosocomio, di trasferire presso i locali del San Giovanni di Dio il servizio ambulatoriale ATS di viale Trieste (in procinto di essere trasferito in quanto operante in struttura non a norma) e di attivare un servizio di almeno h 12 di guardia medica per il primo soccorso;


VISTO che

il Piano Particolareggiato del Centro Storico (P.P.C.S.) di Cagliari – approvato in parte definitivamente e in parte ri-adottato con la deliberazione di C.C. n. 41/2016 – ha tra gli obiettivi strategici fare del Centro Storico un polo urbano dell’innovazione mediante il riuso delle grandi “Fabbriche” dismesse/in dismissione/in riqualificazione, concretizzato attraverso il programma tematico del  sistema delle Grandi Fabbriche e il campus urbano storico tra cui rientrano tra gli altri gli Ospedali di Stampace (il San Giovanni di Dio e l’Ospedale militare di San Michele), il complesso delle ex cliniche universitarie sopra Stampace (ex Pediatrico-Macciotta-Aresu), il Palazzo delle Scienze;

l’Ospedale San Giovanni di Dio è un “monumento urbano” di primaria importanza, icona del neoclassico ottocentesco, progettato a metà del 1800 dall’architetto Gaetano Cima, rappresenta uno straordinario bene artistico, storico e identitario, che va tutelato e valorizzato, coerentemente con la sua forma e le sue caratteristiche architettoniche;

il P.P.C.S. (Etg018) individua l’Ospedale San Giovanni di Dio come Grande Fabbrica a presidio della salute e della socialità e conserva la sua funzione fondamentale di “presidio” sanitario urbano; all’interno di questo programma di riuso e riqualificazione, gli oltre 15 mila mq delle sue strutture possono predisporsi ad ospitare anche ulteriori funzioni di “mediazione” tra il suo ruolo sociale e urbano e la dimensione universitaria;


RITENUTO che

l’Ospedale San Giovanni di Dio e l’Ospedale militare, per le loro caratteristiche dimensionali possono assumere un carattere multifunzionale come luoghi aperti alla città e ai servizi per i cittadini nel rispetto della vocazione socio-sanitaria prevista;

l’aspetto sociale in particolare dovrà essere garantito fin dall’inizio della programmazione dei servizi e definizione degli spazi e prevedere una integrazione con i servizi di competenza comunale;

gli spazi aperti del San Giovanni di Dio potranno svolgere un ruolo importante di cerniera tra il centro storico cittadino e la valle di Palabanda per la quale è previsto un progetto strategico di riqualificazione che coinvolge le aree verdi dell’Orto Botanico e l’area archeologica dell’Anfiteatro Romano fino al viale Buoncammino, con un collegamento verso l’Orto dei Cappuccini attraverso il viale Sant’Ignazio;

SI IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA

 

a valutare con la Regione Sardegna l’utilizzo della struttura dell’Ospedale San Giovanni di Dio e di altre strutture nella zona, come l’Ospedale militare, come presidio territoriale sanitario, Casa della Salute e presidio di pronto soccorso, insieme a un Centro di Solidarietà dove possano essere ospitati molteplici servizi sanitari e sociali di rilevanza cittadina e metropolitana (a titolo di esempio spazi di accoglienza e servizi per l’invecchiamento attivo e di contrasto alle vecchie e nuove forme di povertà);

ad attivare un confronto con tutti i soggetti interessati (Regione Autonoma della Sardegna, Università di Cagliari e ATS) per una pianificazione condivisa riguardante il futuro dell’Ospedale San Giovanni di Dio e degli ulteriori spazi inutilizzati presenti nella zona, valutando la fattibilità delle proposte elaborate dagli abitanti in merito all’utilizzo dell’Ospedale;

a coinvolgere nelle azioni di consultazione e proposta i cittadini, al fine di rendere partecipate e aderenti alle reali esigenze della popolazione le scelte che verranno assunte.

 

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